Presentata dal nostro consigliere Carlo Battistella, e sottoscritta anche dai gruppi del PD e dei 5 Stelle, una mozione volta a vietare sul territorio comunale l’uso del Gliphosate, un pericoloso erbicida:

I sottoscritti consiglieri comunali, anche sulla base di una mozione simile già approvata nel Comune di Verona, chiedono che nel prossimo Consiglio Comunale venga discussa ed approvata la seguente mozione:
“Il Consiglio Comunale,
PREMESSO CHE:
gli erbicidi chimici vengono usati anche al di fuori delle aree coltivate, all’interno ed all’esterno delle proprietà private, per contrastare lo sviluppo delle erbe infestanti;
gli erbicidi chimici vengono irrorati anche vicino ai canali, ai collettori posti ai lati dei tracciati ed alle cabine che contengono pozzi per l’acqua destinata agli acquedotti pubblici e all’uso privato;
la pratica del diserbo, nata per il controllo delle erbe infestanti in agricoltura, erroneamente considerata come alternativa agli interventi di tipo meccanico, viene oggi spesso utilizzata da alcuni enti per facilitare il controllo della crescita dell’erba nelle strade pubbliche;
gli erbicidi sono certamente tossici per la vita acquatica, e non a caso infatti, nelle precauzioni d’uso allegate ai diserbanti e a tutti i prodotti fitosanitari, è tassativamente indicato il divieto assoluto di irrorare i bordi dei corsi d’acqua e delle zone umide a causa della accertata tossicità per gli organismi, anche a basse concentrazioni;
l’uso estensivo e sistematico del diserbo prevede una lunga serie di controindicazioni, tra le quali:
1) la nebulizzazione del prodotto chimico tossico che permane nel terreno e manifesta i suoi effetti per lungo tempo (a seconda della concentrazione), lungo le strade e negli abitati, mette a rischio la salute degli operatori (anche se protetti), e della popolazione (ignari automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni, raccoglitori, agricoltori, cittadini, non protetti);
2) abbassa drasticamente la biodiversità vegetale e animale e la capacità di autoregolazione dei numerosi habitat seminaturali;
3) arreca danni diretti e indiretti anche alla fauna minore, basti pensare agli effetti sulle popolazioni di coleotteri e simili, che hanno uno stretto rapporto con il terreno e con la qualità della copertura erbacea.

CONSIDERATO CHE
i risultati di numerose ricerche (esiste ormai una consistente, incontestabile, letteratura internazionale in materia) hanno dimostrato la relazione esistente tra l’esposizione umana ai prodotti fitosanitari e l’insorgenza di malattie, disfunzioni e malformazioni;
i dati pubblicati dall’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) rilevano la presenza del Glyphosate e dell’AMPA (il suo metabolita, acido aminometilfosfonico, derivante dalla degradazione del Glyphosate), tra le sostanze inquinanti più presenti nelle acque superficiali, dati ripetutamente confermati nel rapporto 175/2013 per gli anni 2008-2010 e nel rapporto 208/2014 per gli anni 2011-2012;
la mancanza di qualunque pubblica segnalazione degli avvenuti trattamenti con erbicidi tipo glyphosate, eseguiti da comuni, da province e dall’Ente nazionale per le strade (ANAS) risulta particolarmente grave e lesiva per la sicurezza della salute dei cittadini;
relativamente agli erbicidi (glyphosate in particolare), riportiamo un estratto dalla relazione finale sul glyphosate dai “forum fitoiatrici del 2014” – Veneto Agricoltura:
a-la letteratura scientifica ci dice che il il glyphosate è la più frequente causa di problemi e avvelenamenti in Italia (Sistema Nazionale di Sorveglianza delle Intossicazioni Acute da Fitosanitari (SIAF) – rapporto 2005);
b-disturbi di molte funzioni del corpo sono state riportate dopo l’esposizione a normali livelli d’uso;
c-è quasi raddoppiato il rischio di aborto spontaneo ritardato e i bambini nati dai lavoratori esposti hanno evidenziato un livello elevato di deficit neurologici;
d-il glyphosate provoca un’alterazione della mitosi cellulare che può essere collegata al tumore presente nell’uomo;
e-il glyphosate provoca ritardi nello sviluppo dello scheletro nel feto dei ratti di laboratorio, inibisce la sintesi degli steroidi ed è genotossico nei mammiferi, nei pesci e nelle rane;
g-il glyphosate è letale e altamente tossico per i lombrichi, è tossico per le farfalle e numerosi altri insetti benefici, come pure per le larve delle cozze ed ostriche e per alcuni pesci d’acqua dolce come la trota arcobaleno;
h-il glyphosate inibisce batteri e spore benefici della terra, specialmente quelli che fissano i composti azotati;
i-il glyphosate è uno dei pesticidi maggiormente presenti nelle falde acquifere. Bisogna tenere presente inoltre che tra i residui industriali del diserbante è presente la “diossina”.
j-in Francia è in corso un processo contro un azienda per intossicazione da glyphosate e per il risarcimento dei danni biologici. Tre donne su dieci presentano metaboliti di glyphosate nel latte materno.
Il glyphosate in particolare, è il principio attivo che più di ogni altro determina il superamento degli standard di qualità ambientale nelle acque superficiali. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Larc) inserisce questo diserbante nella classe 2A come «probabilmente cancerogeno per gli esseri umani»;
Sin dal marzo 1999 è stata dimostrata la correlazione tra l’impiego del glyphosate e l’incidenza dei Linfomi Non- Hodgkin (L. Hardell and M. Eriksson “A case-control study of non-H0dgkin lymphoma and Exposure to Pesticides” , Cancer, 15 Marzo 1999, Vol. 85, n.6.)

VISTO CHE
Il D.Lgs 150/2012, ha recepito la Direttiva CE/128/2009 ed il Regolamento CE/1107/2009, dove all’art.2 definisce il “Principio di Precauzione”:
Le disposizioni del presente decreto si applicano tenendo conto del principio di precauzione, quando è necessario un intervento di limitazione o di divieto di utilizzo di prodotti fitosanitari in circostanze o aree specifiche a fronte di un potenziale pericolo per la salute umana, animale e per l’ambiente.

Lo stesso “Principio di Precauzione” viene confermato dalle sentenze:
– della Corte Europea, Trib. CE, Seconda Sezione ampliata, 26 novembre 2002, T-74/00 Artedogan
– del Consiglio di Stato Italiano sentenza n. 01281/2013;
In applicazione del D.M. 22 gennaio 2014 (Piano di Azione Nazionale per l’uso Sostenibile dei prodotti fitosanitari) si ritiene fondamentale perseguire gli obiettivi elencati dal Piano stesso:
A-ridurre i rischi e gli impatti dei prodotti fitosanitari sulla salute umana, sull’ambiente e sulla biodiversità;
B-promuovere l’applicazione della difesa integrata, dell’agricoltura biologica e di altri approcci alternativi;
C-proteggere gli utilizzatori dei prodotti fitosanitari e la popolazione interessata;
D-tutelare i consumatori;
E-salvaguardare l’ambiente acquatico e le acque potabili;
F-conservare la biodiversità e tutelare gli ecosistemi.
Recependo la risoluzione della Camera dei Deputati, votata a maggioranza, in data 27 ottobre 2015, seduta n.511, che impegna il governo, relativamente al glyphosate:
– ad attivarsi affinché tutte le sostanze immesse sul mercato siano gradualmente incluse nei programmi di monitoraggio, a partire dal glyphosate e rispettivo metabolita Ampa;
– a sostenere, a livello europeo, nel rispetto delle procedure dell’unione europea, in vista della scadenza dell’autorizzazione all’uso del glyphosate -il 31 dicembre- una posizione contraria al rinnovo della stessa autorizzazione, tenendo in considerazione gli elementi scientifici a disposizione;
– ad adottare politiche per disincentivare l’utilizzo del glyphosate, soprattutto nell’ambito dell’agricoltura intensiva, mediante iniziative volte a definire norme più severe e misure sanzionatone, nonché a prevederne il divieto per ogni altro impiego diverso da quello agricolo;
– a promuovere, in applicazione del principio di precauzione, iniziative per vietare in maniera permanente la produzione, la commercializzazione e l’impiego di tutti i prodotti a base di glyphosate in ambito agricolo, nel trattamento delle aree pubbliche e nel giardinaggio;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

a vietare su suolo pubblico e privato l’ uso degli erbicidi chimici e del glyphosate, sia nelle coltivazioni agricole sia nell’ambiente urbano;

a trasmettere tale decisione ai responsabili del settore manutenzione strade della Provincia, dell’ANAS per le strade statali e di RFI per la rete ferroviaria, affinché all’interno del territorio del comune vengano utilizzati soprattutto metodi di tipo meccanico nelle operazioni di diserbo compiute dalle ditte da loro incaricate;

ad assicurare una capillare e sistematica azione di informazione alla popolazione relativamente ai potenziali rischi associati all’impiego dei prodotti fitosanitari ed erbicidi;

a sollecitare ARPAV e USL affinché si attivino per un monitoraggio costante ed approfondito delle falde acquifere.”

Verrà discussa nel prossimo Cosiglio Comunale.

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