Battaglia in consiglio comunale sulle azioni da prendere per limitare l’uso di erbicidi in agricoltura

«Primo punto: è da anni che il Comune nelle sue proprietà ha bandito l’uso del Glifosato. Secondo punto: l’utilizzo del Glifosato in agricoltura è ammesso dall’Unione Europea ed un Comune, se ne proibisse l’utilizzo ai privati andrebbe contro un legge superiore, che è quella europea, esponendosi a ricorsi e cause legali. Per questo abbiamo detto “no” alla mozione delle minoranze e approvato invece una mozione d’ordine per vietare il suo utilizzo in tutte le aree pubbliche, anche in quella non gestite direttamente dal Comune».

Vuole essere chiaro il sindaco di San Pietro in Cariano, Giorgio Accordini, nello spiegare quanto avvenuto nell’ultimo consiglio comunale del 9 maggio. «Bocciare una mozione che vieta l’uso del glifosato in tutto il territorio comunale non vuol dire essere contenti che questo erbicida sia utilizzato avverte il primo cittadino -. Ma oggi i privati hanno tutto il diritto di utilizzarlo in agricoltura, visto che è autorizzato dall’Unione Europea. Se avessimo seguito la richiesta dell’opposizione avremmo esposto l’amministrazione a tante possibili vertenze legali, con quello che questo avrebbe potuto dire per le casse del Comune». Il provvedimento che il consiglio comunale di San Pietro in Cariano ha approvato parte dal presupposto che sul glifosato si sono concentrati numerosi studi, alcuni dei quali ne dimostrano la tossicità. Sul suo divieto si attende il pronunciamento della Commissione europea, ma per l’Italia il glifosato sarebbe già da togliere dal mercato, ed è infatti tra i Paesi che ha chiesto all’Ue di bandirlo.  «È vero che alcuni Comuni hanno già vietato l’uso del glifosato, ma bisogna essere precisi. Soltanto due Comuni italiani hanno vietato questo prodotto su tutto il loro territorio, quindi in terreni sia pubblici che privati. Sono Malles in Trentino e Magione in Umbria e, comunque, a seguito di una consultazione popolare. I vicini comuni di Povegliano e Cavaion, che si fregiano del Lombrico d’oro, hanno vietato il glifosato solo nelle aree pubbliche dice il sindaco Accordini -. Il Comune di San Pietro in Cariano già da tempo non utilizza il glifosato per diserbare il verde pubblico nelle aree di propria competenza. Utilizza mezzi meccanici e a breve, dopo un anno di sperimentazione, inizieranno i primi interventi anche con il vapore». Insieme ad altri Comuni della zona San Pietro in Cariano ha aderito anche al Progetto “R.R.R. riduci, risparmia, rispetta” proposto dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella, volto a promuovere l’applicazione della difesa integrata, dell’agricoltura biologica e di altri approcci alternativi, garantendo l’assegnazione di un marchio di qualità alle aziende che aderiscono al protocollo e mettono in atto azioni virtuose. Il documento approvato dal consiglio comunale ha impegnato sindaco e giunta a vietare l’uso del glifosato e di prodotti contenenti glifosato su tutte le aree pubbliche e da parte delle strutture pubbliche. Questo già avveniva nelle aree gestite direttamente dall’amministrazione comunale, ma non in quelle gestite da altri. Con questo passaggio in tutto il verde pubblico comunale il glifosato è proibito. Inoltre, il Comune aderirà a tutte le iniziative volte a ridurre l’uso di queste sostanze sia a livello professionale che privato, informando gli operatori e la popolazione sui rischi associati all’impegno dei prodotti fitosanitari ed erbicidi. «Credo che si debba fare di tutto per limitare al massimo l’utilizzo di questi erbicidi conclude il sindaco -. Una cosa vorrei però sottolineare: l’acqua di San Pietro in Cariano è sana e controllata. Ed io la bevo tutti i giorni». E a chi dice che la mozione della minoranza bocciata dal consiglio era un’ottima iniziativa per la riduzione degli erbicidi chimici, perché avrebbe vietato il glifosato anche per i privati, ha risposto con un comunicato l’Associazione Terra Viva Verona: «Sarebbe stato volere la luna nel pozzo. Un tentativo di mettere in cattiva luce la maggioranza. Sarebbe stato opportuno: chiedere una delibera per vietarlo sui luoghi sensibili oppure tassare o sottoporre a fideiussione chi fa uso di glifosato, come avviene nel Comune di Vallarsa». «Soprattutto è importante informare la popolazione sui problemi e i danni legati all’utilizzo dei pesticidi ha concluso Terra Viva Solo con l’appoggio della popolazione, un’amministrazione può fare un passo del genere». E il caso di Malles lo testimonia. Nel Comune dell’Alto Adige è stato vietato del tutto l’uso del glifosato solo dopo un referendum vinto con un consenso del 70%.

Luca Ciuffoni da Primo Giornale del 25-05-2016

 

Il Consigliere Battistella

«Io, Carlo Battistella, un bicchiere d’acqua con dentro il glifosato non lo berrei e non lo darei neanche ai miei il figli. E il sindaco Accordini lo berrebbe?».

Alla fine tutto si riduce a questa domanda, perché di questo erbicida si parla a tutti i livelli, ma ancora una risposta chiara e netta nessuno l’ha data.
L’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha detto, insieme alla Fao, che il glifosato non è cancerogeno. L’Agenzia per la ricerca sul cancro della stessa Oms aveva però dichiarato questa sostanza come probabilmente can-cerogena. L’Agenzia europea per la sicurezza alimentare ha detto che non è pericolosa, ma pochi giorni fa il tavolo tecnico della Commissione europea non ha trovato la maggioranza per rinnovare l’utilizzo del glifosato negli sta-ti membri dell’Unione. Su questo dovrà decidere la Com-missione europea il prossimo 30 giugno.
L’Italia è tra quei Paesi che vorrebbe vietarne l’uso, ma non lo può fare per non creare una legge in contrasto con quella europea, che al momento ne permette la vendita e l’utilizzo. Arriviamo così a livello comunale e all’ultimo con-siglio che si è tenuto a San Pietro in Cariano, in cui i consi-glieri Carlo Battistella, Renzo Speri, Bruna Vincenzi e Massimo Di Leo hanno proposto una mozione per vietare l’uso del glifosato in tutto il territorio comunale, quindi sia in terreni pubblici che in quelli privati.

«La maggioranza l’ha bocciata perché per loro è un’i-dea troppo dirompente – dichiara Battistella – Hanno prefe-rito votare a favore di una soluzione più graduale. Io sono a favore della gradualità, ma non di fronte a sostanze po-tenzialmente dannose per la salute e per l’ambiente. Di fronte ai veleni non esiste gradualità».

Effettivamente, un provvedimento come quello bocciato dal consiglio comu-nale non metteva il Comune al riparo da possibili cause e contenziosi legali. «Non penso che San Pietro sia pieno di agricoltori innamorati del glifosato. Sarebbero andati al consorzio agrario e avrebbero preso un altro erbicida. E se avessero fatto causa al Comune, saremmo andati sere-namente in tribunale. Un sindaco deve amministrare come un buon padre di famiglia e non sono parole, è giurispru-denza. Ed è riconosciuto anche a livello europeo il princi-pio di precauzione. Se fossi io il sindaco, il glifosato lo avrei vietato completamente».
Il consigliere di minoranza non risparmia un’ultima criti-ca all’amministrazione definita contraddittoria: «Hanno bocciato la nostra mozione per approvarne una che non cambia nulla, ma che nella sostanza ci dà ragione, perché se il Comune s’impegna a non usare più il glifosato nelle aree pubbliche è perché è attento alla salute dei cittadini. Quindi, se il Comune non usa il glifosato è per tutelare la salute ma  non vuole vietarlo ai privati. Mi pare un’enorme contraddizione».

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